DIFESA DEI DIRITTI COSTITUZIONALI DEI LEVICENSI

Buongiorno,
mi chiamo Mauro Direno Presidente del Comitato Levicense per i Referendum e socio della Associazione Più Democrazia in Trentino.

Lo scopo del nostro comitato è:
  • divulgare e far conoscere questo diritto costituzionale per la partecipazione attiva dei cittadini alla politica e alle scelte del proprio comune.
  • aiutiamo alla predisposizione della documentazione necessaria e seguendo le pratiche burocratiche previste dalle leggi, per chi vuole indire una proposta referendaria nel nostro comune, mettendo a disposizione il nostro comitato
  • firmiamo e condividiamo ogni iniziativa referendaria espressione della democrazia nel nostro Paese.
Come previsto dallo Statuto Comunale di Levico Terme e dalla Legge Regionale T.A.A. e dalla Costituzione, abbiamo proposto e cercato di indire due referendum consultivi riguardanti l'intera comunità levicense.

Il quesito 2,qui sotto riportato, è stato bocciato politicamente da una commissione composta da Sindaco, Segretario comunale e un consigliere comunale
La delibera del Commissario Straordinario N.160 dd. 24.05.2019, ha riproposto l’eventuale costruzione di un centro commerciale in zona lago. Volete proporre al Consiglio Comunale, di deliberare il divieto di costruire centri commerciali, indipendentemente dalle altezze, a una distanza
inferiore di 1 Km dal perimetro del lago?

L'esempio negativo della bocciatura politica dell'amministrazione di Levico ha portato con il nostro intervento a:
  • il Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol ha approvato un emendamento molto importante per il buon funzionamento delle procedure referendarie nei Comuni della Provincia Autonoma di Trento. Ad assicurare la valutazione dell’ammissibilità dei referendum comunali non sarà più una commissione ad hoc nominata dall’amministrazione comunale ma una commissione provinciale, caratterizzata da terzietà e autonomia di giudizio rispetto alla legge.
  • Testare le criticità e inefficacia della legge art. 22 del D.Lgs. 150/2011 c.14-15-16, prevede che il cittadino si costituisca in giudizio senza spese e senza avvocato:
14. Le parti possono stare in giudizio personalmente in ogni grado.
15. Gli atti del procedimento e la decisione sono esenti da ogni
tassa, imposta e spesa di cancelleria.
16. La controversia e' trattata in ogni grado in via di urgenza.
  • Creare giurisprudenza in materia dei referendum comunali

Nel rispetto delle decisioni dei giudici, che non condividiamo, siamo stati condannati a risarcire l'avvocatura dello stato delle spese di primo grado in modo esorbitante: oltre 4 mila euro

La sentenza di appello ci da ragione sulle spese inapropiate, ma ci condanna a risarcire anche le parte delle spese di appello, qui di seguito il passaggio:
Richiamato il noto principio per cui il criterio della soccombenza deve
essere riferito all’esito finale della lite, a nulla rilevando che siano state
disattese eccezioni di carattere processuale, può procedersi alla
compensazione parziale delle spese di lite di entrambi i gradi in funzione
la particolare natura del ricorso, esente, ai sensi dell’art. 22, comma 15
D.Lg. 150/2011, da ogni tassa, imposta e spesa di cancelleria. Se la
ratio dell’esenzione è chiaramente quella di non scoraggiare la
presentazione di ricorsi di tale genere, sarebbe in contraddizione con
essa imporre al ricorrente l’intero carico delle spese di lite, soprattutto
quando l’altra parte è una pubblica amministrazione; fermo restando
che tale compensazione non può superare la misura di un terzo, tenuto
conto dell’evidente infondatezza della tesi dell’appellante.

Ci siamo dovuti fermare e non possiamo rischiare di andare in cassazione, alla Corte Costituzionale con il rischio di arrivare somme corrispondenti a un mutuo di una casa.

Tutto questo poteva essere evitato a monte, con un'amministrazione che veramente vuole la partecipazione dei cittadini, come scritto all'art. 58 dello statuto comunale:
1. Il Comune favorisce la consultazione della popolazione presente sul proprio territorio, sentendo anche gruppi informali di persone rispetto a specifici temi di interesse
collettivo.

Risultato finale è che il nostro comitato "apolitico" che non chiede fondi pubblici, è stato condannato a pagare 7588,45 euro

Ultimo passo scrivere al garante della Costituzione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Ministro della Giustizia, per modificare le leggi in modo che la giustizia non sia solo per chi ha soldi, proponendo modifiche testate su un caso specifico

In quanto Presidente del Comitato Levicense per i referendum e rappresentante legale, le spese sono tutte a carico mio.

Con diginità e da persona libera chiedo aiuto ai cittidini di Levico, del Trentino Alto Adige e d'Italia un aiuto ad affrontare questa spesa.

Il costo di un caffè, può fare la differenza.

Grazie





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Mauro Direno 
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Levico Terme, Trentino