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Dopo aver perso quasi tutto, ci resta una cosa sola: il futuro di mio figlio. Nessun ragazzo dovrebbe rinunciare a un sogno per mancanza di soldi.
Un ragazzo di 17 anni con il sogno di studiare architettura non dovrebbe rinunciare a un’opportunità di crescita per motivi economici.
Eppure per un momento abbiamo pensato che sarebbe successo.
Mi chiamo Luciana e sono la mamma di Lorenzo, 17 anni, e di Leonard di 6 anni ed abitiamo a Pisa.
Tra maggio 2024 e marzo 2025 la nostra famiglia è stata colpita da perdite profondissime: abbiamo perso la nonna dei miei figli, il papà del più piccolo e anche il fratello maggiore, il mio primogenito. In poco tempo la nostra vita è cambiata completamente. Siamo rimasti noi tre, con il dolore da affrontare e la responsabilità di andare avanti.
In mezzo a questo periodo così difficile, è arrivata una notizia che ha acceso una luce: Lorenzo è stato selezionato per una borsa di studio Intercultura per trascorrere un anno all’estero.
Lorenzo frequenta l’indirizzo di Architettura al Liceo Artistico di Pisa e sogna di costruire il proprio futuro in questo ambito. Un’esperienza internazionale, a contatto con una nuova cultura e una nuova lingua, per lui significherebbe ampliare la mente, sviluppare creatività e tornare con una visione più grande del mondo.
Sapevamo che le nostre possibilità economiche erano limitate. Il nostro ISEE è molto basso e abbiamo fatto richiesta per una copertura del 75% o del 100%, scegliendo anche una destinazione più economica.
A causa dell’altissimo numero di richieste, a Lorenzo è stata assegnata una borsa al 50%.
Resta però da coprire una cifra importante: 6.800 euro che e' al carico della famiglia.
Con due figli a carico e pochissime risorse, non riesco ad affrontare questa somma da sola. In questo momento non ho la possibilità di mettere nulla da parte.
Per un periodo Lorenzo ha pensato di rinunciare, perché non voleva pesare sulla nostra situazione. È stato un pensiero doloroso, perché nessun ragazzo dovrebbe dover mettere da parte un sogno conquistato con impegno.
Chiedere aiuto non è semplice.
Lo faccio perché mio figlio non debba rinunciare a un’opportunità che può davvero cambiare il suo futuro, soprattutto dopo tutto quello che ha già dovuto affrontare.
Non chiediamo pietà. Chiediamo una possibilità concreta: permettere a un ragazzo serio e motivato di non vedere svanire un’occasione che può davvero segnare il suo futuro.
Ogni contributo, anche piccolo, può fare la differenza.
Anche una semplice condivisione può aiutarci ad avvicinarci all’obiettivo.
Grazie di cuore a chi sceglierà di trasformare questa difficoltà in una possibilità di futuro.






